lunedì 29 dicembre 2008

Un filo di luce

Guerre, violenze, ingiustizie...eppure dal mio profondo pessimismo, di tanto in tanto traspare un filo di luce. Forse è un bisogno che mi porto dentro o forse un sogno che si avvererà....

UN FILO DI LUCE

Ho visto là in fondo,
un filo di luce,
forse nel mondo
sta nascendo la pace.
Vola nell'aria
un suono d'amore,
è un canto di bimbi
che mi tocca nel cuore.
Quel canto innocente
rincuora la mente
e risveglia nei cuori
presagi migliori.

Quando poi ...si fa sera,
s'ode come una preghiera.
Uomini..uomini..guardate lassù
quel cielo lontano,
che colora di blù.
Se quel manto di stelle ,
fa vibrare la pelle
vuol dire che ancora ,
c'è un mondo che spera,
che a piene mani,
attende un sereno domani.

DEDICATO A RIVA

Ciao
sono marol, ho 61 anni e vivo nella provincia di Belluno, in un paesino che purtroppo si va sempre più spopolando tanto che dalla mia gioventù, (ormai lontana) la popolazione si è più che dimezzata.
Io però ci vivo bene, forse perché, sotto sotto sono un po' "salvarech" preferisco la vita dei boschi a quella delle città e del trambusto.Avrei avuto la possibilità di trasferirmi altrove ma capivo che avrei perso una parte di me stesso, del mio mondo,del mio modo di essere e di pensare.
Vivo molto di ricordi lontani, del tempo passato con gli amici di gioventù, dal quale non riesco a staccarmi, forse perché non voglio prendere atto che quel tempo se ne è andato e che purtroppo qualcuno di loro non c'è più.
A testimonianza di tutto ciò voglio iniziare con un piccolo pensiero dedicato al mio paese, scritto nella primavera del 1965, in una delle mie poche assenze.
p.s. la foto è di un amico a cui ero molto legato, purtroppo scomparso.



O mia terra, o mio dolce paese
accetta il mio povero canto,
è un canto senza pretese
d'un tuo figlio che t'ama tanto

Da lungi io ti penso e ti sogno
ricordando le mie ore più liete
e sento che avrei tanto bisogno
di ritrovar la tua gran quiete.

Quella quiete di un giorno lontano
che ormai posso solo sognare
e sognando scompare il baccano;
e mi lascio così trasportare.

Mi par di sentir da lontano
un dolce suono ,una campanella
la notte discende pian piano,
in cielo brilla già una stella.

Si, e il suono dell'avemaria
quel suono così famigliare
che mi donava tanta allegria
e che ancora mi fa sognare.

E attendo con ansia la sera
quando mi sento e te più vicino
e vincendo ogni barriera
verso di te m'incammino

e rivedo, il mio tetto, i miei prati
i miei boschi, i miei monti,il mio cielo
ricordo i bei tempi passati.

p.s.un tentativo forse ingenuo ma spontaneo
di esprimere l'amore per la propria terra.